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AUTOLINEE CAIVANO
ti propone un viaggio alla scoperta di Picerno, tra cultura, paesaggi e cucina nell’attesa
di assistere al match di calcio allo stadio “D.Curcio”

IL TOUR

La massima accuratezza nella preparazione, l’esperienza professionale e la passione dei membri del nostro team renderanno la visita guidata di Picerno pre gara e l’annessa esperienza culinaria un momento di riscoperta della vera tradizione popolare lucana, ideale per un pubblico particolarmente curioso ed esigente.

La nostra offerta comprende la visita a tutta una serie di luoghi simbolo che caratterizzano la storia del nostro paese, ripercorrendo le vie che videro protagonisti gli abitanti della fiera Picerno e la loro eroica resistenza in battaglia contro l’esercito sanfedista nel 1799, che valsero alla nostra comunità il titolo di “Leonessa” della Basilicata.

Lasciati guidare attraverso la storia e le tradizioni del nostro accogliente paese per poi assaporare i piatti tipici della cucina tradizionale melandrina, in attesa di far visita allo stadio “Donato Curcio”, uno degli impianti sportivi più moderni del sud Italia, per assistere ad un match di Lega Pro della nostra Leonessa.

Regalati un’esperienza indimenticabile ad un prezzo veramente eccezionale!

LE ATTRAZIONI

CENNI STORICI

Poche e incerte sono le notizie relative alle origini di Picerno; sicuramente la zona era abitata già nel V-VI sec. a.C. come testimoniano i reperti archeologici rinvenuti in alcune tombe in località Serralta, mentre l’attuale città, secondo un’antica tradizione, sembra risalga all’epoca romana quando gli abitanti di Acerrona sfuggiti ai soldati di Annibale, si rifugiarono sulla collina fondando il Castrum Pizeni.

Le prime notizie certe risalgono al periodo normanno quando signori di Picerno erano Amor e Pocomato e ai dominatori nordici si deve la costruzione della prima rocca fortificata che successivamente venne ampliata da Federico II di Svevia. Dopo la signoria Sveva, Picerno subì la sorte comune a quasi tutti i paesi lucani, passando di feudatario in feudatario. Nel 1301 è feudo di Giovanni Pipino conte di Potenza e poi dei Sanseverino di Tricarico che nel 1337 lo vendette a Filippo De Sus ai quali subentrarono i Caracciolo, poi gli Spinelli di Scalea, i Muscettola ed infine i Pignatelli di Marsico Nuovo che lo possedette fino all’eversione della feudalità (1806).

Notevole fu la posizione assunta da Picerno nei moti del 1799 quando raccolse i repubblicani del dipartimento di Avigliano per organizzarvi, al comando dei fratelli Vaccaro, la resistenza contro le forze sanfediste che avanzavano verso Potenza. Nonostante la caduta del paese il 10 maggio 1799, Picerno per la sua eroica resistenza fu denominata Leonessa della Lucania.

 
L’IMPIANTO URBANO

Picerno domina il suo territorio adagiata sul crinale di un colle, a 700 metri di altezza, e conta circa 6.000 abitanti. L’abitato è caratterizzato dalle due emergenze principali che ne delineano il profilo all’orizzonte, il massiccio torrione cilindrico e il campanile della Chiesa madre (o Parrocchiale) e da un nucleo settecentesco di case e palazzi nobiliari. Strada principale del paese è Corso Vittorio Emanuele che collega piazza Plebiscito con piazza Statuto.

All’imbocco del corso troviamo la Chiesa della S.S. Annunziata, risalente con tutta probabilità al XIV sec, è una delle testimonianze architettoniche più significative di Picerno. L’edificio di dimensioni contenute e di semplici linee architettoniche, aveva in origine uno sviluppo planimetrico ad aula unica rettangolare terminante con l’abside nel perimetro della chiesa una sezione dell’antica cinta muraria medievale, la pianta assunse un’insolita forma trapezoidale. L’elemento più significativo dell’aula ecclesiale è senza dubbio l’altare maggiore barocco in marmi policromi: questo, di buona fattura, è sormontato da un’alzata in legno riccamente decorata con figure di angeli e putti, con al centro il gruppo ligneo dell’Annunziata.

La facciata è caratterizzata dal portale d’ingresso ad arco acuto in pietra calcarea locale con interessanti motivi decorativi scolpiti all’imposta dell’archivolto, mentre in chiave le figurine della vergine e dell’Arcangelo Gabriele, separati da un’esile colonnina tortile; il portale conserva un portone in legno intagliato del 1506, opera di pregevole fattura attribuita all’artigiano locale Bartolomeo Caivano. Sulla parte superiore del portale, si può ammirare lo stemma di Picerno raffigurante a sinistra un levriero in posizione eretta a destra di un calice. Sulla parte inferiore vi sono due sirene incoronate, al di sopra due conchiglie e due fiori in un cerchio.

Sempre sulla facciata, sul lato destra, sono murati, l’uno sovrapposto all’altro, due bassorilievi provenienti da monumenti funerari di epoca romana (I sec a.C.); in quello superiore è raffigurata una donna, in quello inferiore una famiglia, mentre in basso un altro elemento lapideo di risulta reca un’anfora.


CRIPTA DELL’ANNUNZIATA

L’ambiente seminterrato della chiesa Dell’Annunziata di Picerno, probabile cripta del tempio originario risalenti al XIV secolo, rappresenta, per le trasformazioni subite e i dipinti ne ricoprono la volta e le pareti, testimonianza storico artistica di straordinario interesse. Nell’intradosso del vano d’ingresso sono raffigurati la Colomba dello spirito Santo e San Giovanni Battista, mentre sulla parete di contro faccia due figure poste ai piedi danno inizio alla teoria dei santi che prosegue sulla parete adiacente.

Sulla parete di fondo seguono dipinti una figura in abiti monastici e il frammento di un’altra che indossa una ricca veste. Sulla stessa parete, è raffigurato un personaggio femminile con una corona e dai lunghi capelli sciolti sulle spalle. Sulla parte di destra due figure sono rappresentate sedute su scanni, mentre a destra due santi riprendono la sequenza della parte di fronte.


PALAZZO CARELLI (LAZZARI)

Poco distante dalla Chiesa è il Palazzo dei Baroni Carelli, amministratori dei feudatari di Picerno, i Principi Pignatelli. Risalente al XVIII secolo, mostra un bel portale ornato di pietre lavorate ed uno stemma gentilizio. Il prospetto principale è diviso in aree da sei lesene scanalate, appoggiate su basi di pietra. L’impianto planimetrico dell’edificio è costituito da un poligono irregolare, con due giardini, uno a fianco dell’edificio, l’altro posto di fronte.

Nelle sue stanze abitabili, più di venti, la gran parte ricoperte con pavimenti di argilla, fu ospitata una ricca biblioteca, fornita di opere preziose come l’Enciclopedia di Diderot e D’Alambert, i Saggi politici di Mario Pagano, opere minori di Ludovico Antonio Muratori e una Bibbia commentata da illustri letterati.

 

TORRE MEDIEVALE

La Torre medievale di Picerno, imponente nelle dimensioni ed in posizione dominante, è uno degli elementi architettonici che connotano in maniera inconfondibile il profilo della cittadina lucana. Ubicata nella zona nord del centro storico denominato “Toppo medievale” la Torre medievale (XII-XIII) rappresenta uno dei più significativi elementi di riferimento del tessuto storico del nucleo primigenio dell’antico insediamento urbano.

La Torre di forma cilindrica poggiante su un basamento poligonale a scarpa, emerge con prepotenza rispetto al tessuto edilizio circostante. L’edificio ha un diametro esterno di metri 11,50 con uno spessore di muratura che va dai 2,70 del primo livello ai m 1,60 dell’ultimo, e un’altezza totale di 21m, compresi i 4,50 della base poligonale. L’originario impianto normanno -svevo è stato ampiamente rimaneggiato e ampliato nelle successive epoche angioina e aragonese.

In particolare al periodo angioino può farsi risalire la realizzazione del basamento a scarpa, delle volte interne in pietra e della scala elicoidali; presumibilmente, al periodo Aragonese è da ascriversi l’ampliamento della fortificazione con la realizzazione di un muro di controscarpa con 4 torri angolari, oggi parzialmente inglobate in costruzioni civili addossate al corpo centrale.

 

PALAZZO SALVIA

È ubicato lungo via Gaimari e con ingresso posto anche in via Cavour. La superficie planimetrica di questo edificio è costituita da un poligono irregolare, comprendente un giardino sottostante la Chiesa Madre. L’immobile si articola su tre piani: l’interno, parzialmente modificato, conserva ancora l’androne con pavimentazione in lastre di pietra e scala, anch’essa in pietra, coperta da una volta a botte. Il prospetto principale è valorizzato da un portale in pietra con arco a tutto sesto. Le finestre e i balconi sono caratterizzati da davanzali e mensole realizzati in pietra lavorata.

La famiglia Salvia, attuale proprietaria del palazzo, ha ottenuto il bene dai Calenda, i quali a loro volta, lo acquistarono dai Pignatelli.

 

S.S. SALVATORE

La chiesa ubicata in Contrada San Salvatore” sorge sulle pendici dei monti Li Foj, a circa 1000 m di altezza, su uno spiazzo pianeggiante da cui si gode una magnifica vista di tutto il territorio. Risale presumibilmente al XIII sec. è annessa ad un convento del quale rimangono pochi ruderi. Probabilmente fu dimora di monaci Virginiani. Il monachesimo di San Guglielmo rifuggiva dalle grandi abbazie dei Benedettini tipiche del “monachesimo urbano” e si connotava come “monachesimo rurale e contemplativo”, che prediligeva luoghi solitari. Questi eremi erano sempre ubicati al di fuori degli abitati e in prossimità di vie di transito di una certa importanza: ciò conferma la duplice vocazione d’isolamento ma, nello stesso tempo, al servizio delle popolazioni rurali.

Il portale di ingresso in pietra lavorata, preceduto da un atrio coperto corredato da sedili e delimitato da una cancellata, è affiancato da un grande Crocifisso danneggiato dal tempo e un bassorilievo in gesso riproducente la “Mater Salvatoris” di m. 1,30 per m. 0,60, opera dello scultore prof. Aristide Tancredi da Picerno.

L’impianto è costituito da un’unica navata a pianta rettangolare dalla struttura a capriata portante e il tetto a doppia falda; la zona del presbiterio è caratterizzata da una volta a Botte. All’interno della chiesa c’erano un grande altare in legno con polittico (altare polittico posti nella chiesa Madre di San Nicola di Bari), due tele raffiguranti rispettivamente S. Pietro e S. Paolo e una scultura lignea raffigurante Sant’Antonio. La balaustra è in legno, sono presenti affreschi in alcune parti della chiesa risalenti al XV sec. cosi come il Polittico in legno.

 

MONTE LI FOJ

Il modo migliore per godersi la natura di Picerno è di avventurarsi lungo i tratturi e i sentieri di monte li Foj dove boschi fitti di faggi, abete bianco, cerro e radure ampie (praterie montane) offrono spettacoli paesaggistici d’inconfondibile bellezza in tutte le stagioni. Monte li Foj con il Piano della Nevena costituiscono un altopiano, nel cuore dell’appennino Lucano, la cui cima maggiore misura 1.365 m s.l.m. È questa una zona ricca di pascoli, tradizionalmente indicata sulla rotta della transumanza di bovini di razza podolica, e infatti non a caso Picerno è nota in tutta la Basilicata per la produzione di latticini (oltre che per la presenza di numerosi salumifici). Seguendo le indicazioni per Pian della Nevena, si raggiunge una zona in cui si verifica un fenomeno singolare, per cui d’inverno si formano due laghetti di acque piovane che poi, con la bella stagione, si svuotano per lasciare il posto a conche naturali.

LA CUCINA

Rotolando verso sud prima o poi si deve passare in Basilicata e magari fermarsi un po’ per assaggiare un pezzo di cucina lucana, onesta e genuina proprio come lei. Una terra aspra e bellissima, baciata dall’oro del grano e del sole come vuole la leggenda del popolo diretto a sud alla ricerca della Lucania o “terra della luce”, uno spettacolo abbacinante che a pancia piena si apprezza anche di più.

I segreti di questa cucina così arcaica e legata alle tradizioni, sono custoditi nei tantissimi ingredienti che la Lucania mette a disposizione di chi sa carpirne le sfumature più vere, ingredienti a Km.0 capaci di regalare al palato note e sfumature che non si trovano in altre cucine regionali italiane.

Il nostro Tour vi dà l’occasione di lasciarvi conquistare dai nostri sapori veraci, dalle produzioni delle nostre terre ma anche dalle carni saporitissime dei nostri pascoli, dall’olio, dal vino, dai salumi che impreziosiscono le nostre tavole e che riuscirete ad apprezzare a pieno “vivendole” in simbiosi con le nostre escursioni che sapranno riportare indietro nel tempo la vostra memoria del gusto, facendovi riscoprire i sapori genuini di una volta. Sapremo stupirvi anche a tavola!

IL MENU

ANTIPASTO
di salumi formaggi e verdure

PRIMO
pasta con cruschi o salsiccia

SECONDO
salsiccia e patate o cosciotto di tacchino disossato

DOLCE

Calice di vino

PREZZO

Il nostro Tour ad un prezzo speciale mai visto di soli € 44 a partecipante*. E allora cosa aspetti? Corri ad acquistare per te ed i tuoi amici il nostro TOUR CON NOI!

*Il prezzo si intende per singolo partecipante. Nelle note della prenotazione vanno indicati i nomi dei singoli partecipanti.